Il codice è il mio ambiente di lavoro

Il codice è l’ambiente di lavoro di uno sviluppatore, non il tavolo, non il computer, quelli sono strumenti. Se il codice è orribile non sei in grado di rispondere alle richieste di debug e sviluppo nei tempi richiesti, non sei in grado di dare risposte nette e certe quando ti viene richiesta un’analisi del suo funzionamento. Lavori cento volte tanto per ottenere cento volte meno. Questo significa avere un ambiente di lavoro a dir poco frustrante.

Nella maggior parte del terziario si riconosce ormai (almeno a parole) che l’ambiente di lavoro è il fattore più importante per la produttività, assieme alla comunicazione.

Spesso le tecniche di programmazione OO sono snobbate dagli sviluppatori che non le conoscono per ‘difesa’, mentre sono snobbate dal management perchè non si possiede la preparazione tecnica necessaria ad apprezzarne il potenziale valore aggiunto.
Questo doppio muro impedisce l’introduzione di tecniche mirate specificamente a portare il codice verso il paradigma OO.

Al contrario però il management è di solito al corrente dell’importanza dell’ambiente di lavoro.

Se non è sempre palese ai non tecnici che rifattorizzare verso OO e applicare metriche di valutazione porta un enorme valore aggiunto in campo tecnico, mi chiedo… perchè non provare invece a presentarlo come il guadagno che si può avere migliorando l’ambiente di lavoro dello sviluppatore?

Che diavolo! Il codice è il mio ambiente di lavoro, io voglio un bell’ambiente di lavoro! (questo lo capiscono tutti)