Le proporzioni del mondo

Ero su google maps con lo zoom al minimo.

Le piccole dimensioni dell’Europa rispetto al resto del mondo sono ormai entrate nel rito ed oggi, in un mondo di certo non più eurocentrico, questo fatto non ci colpisce nemmeno più.
Oggi giorno non sentiamo più l’Europa come centro del mondo, quindi non la sentiamo nemmeno più geograficamente ‘grande’.

Ho provato invece sensazioni di autentico stupore compiendo le osservazioni opposte: sforzandomi di apprezzare a pieno le dimensioni di quelle regioni del mondo che noi non sentiamo come ‘grandi’.

La Scandinavia è una mostruosità grande una volta e mezzo la Francia.

L’India è grande come la Penisola Arabica, chissà perchè l’India la sentivo come un bestione, ma dove li mettono tutti questi indiani?

Il Kazakistan è sconfinato! E’ più vasto di Italia, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania sommate assieme!

Tutti gli stati della ricchissima costa est degli Stati Uniti messi assieme sono grandi nemmeno la metà del Texas.

Riflessione natalizia : l’uomo non percepisce mai la ‘geografia’, percepisce la ‘società’. Insomma, ho scoperto l’acqua calda.

Comments

penso che apprezzerai moltissimo questa: http://www.odt.org/pictureembed.htm è la mappa del mondo con le proporzioni dei paesi rispetto alla popolazione che ci vive. I rapporti tipo cina/canada o india/australia sono davvero impressionanti.
Posted by riffraff on 12/24/2005 01:26:00 AM

E’ impossibile proiettare una sfera su un piano senza distorsione. Per questo tutte le carte geografiche sono in una maniera o l’altra errate. La proiezione di Mercatore esagera l’area delle regioni lontane dall’equatore…
Posted by matteov on 12/25/2005 06:13:50 PM

Riffraff – Molto, molto bella! Grazie. Matteo V – Certo, chiaramente nelle mie osservazioni ne ho tenuto conto, altrimenti avrei dichiarato che la Groenlandia è grande come l’Africa :)
Posted by ratta on 12/27/2005 02:12:07 PM

Italian Agile Day 2005

Inauguro il mio blog con qualche commento su questa giornata molto interessante che seguo quest’anno per la prima volta.

Temevo ci fosse meno gente, forse perché la mia prima esperienza lavorativa nel settore dell’IT mi ha disilluso sull’interesse dei professionisti italiani verso i metodi di sviluppo agili. Per fortuna mi sbagliavo, in entrambi i casi.

C’é decisamente un certo fermento, visto che in quell’auditorium eravamo almeno un centinaio, e di certo non eravamo tutti li perché avevamo marinato il lavoro, quindi molti ci sono stati mandati. E questo è un buon segno.

Quanto buono? Dipende.

Dipende da quanti, alla conferenza di venerdì sono venuti già informati per lo meno sulle basi della programmazione agile, e da quanti siano invece stati mandati, a digiuno della teoria, da un capo che ha sentito che Microsoft ha lodato Scrum.

Io temo che le persone del secondo tipo siano rimaste poco incuriosite da quello che hanno visto e sentito, perchè si è visto poco di pratico, e quello che si è visto di pratico era forse troppo complesso per chi non ha già provato personalmente le pratiche XP. Insomma, per me, e altri come me, è stata una manna, e ho sentito alcuni lodare proprio la caratteristica di questo agile day di non essere un’introduzione a…, ma io penso che in Italia servano ancora dimostrazioni come quella di Francesco Cirillo alla Java Conference 2005, che mostrano la parte tecnica delle pratiche XP in tutta la sua forza.

Bisogna ancora stupirli, stupire più persone, più ruoli chiave. I risultati dei sempre più numerosi gruppi di lavoro XP contano, ma una conferenza in cui un guru di XP parte e, per due ore, procede come un carro armato a fare del TDD in un codice mostruoso e ne esce con un’architettura solida e modulare, che vale cento volte il programma iniziale, ha una tale efficacia e penetrazione nelle persone che vi assistono, da essere ancora la nostra arma migliore.